Alla ricerca della chiarezza

Per saperne di più su Abdelwahab Meddeb Nato a Tunisi, ma ormai da diversi anni trapiantato a Parigi, dove insegna letteratura comparata all'università di Paris X-Nanterre e dove dirige la rivista internazionale “Dédale”, Abdelwahab Meddeb è conosciuto in Italia quasi esclusivamente per un saggio, La malattia dell'Islam (Bollati Boringhieri), in cui ripercorre la storia e le caratteristiche dell'integralismo islamico e ne analizza le cause interne ed esterne, in un lungo percorso che prende avvio dalla Medina di Maometto per arrivare fino ai commando suicidi che hanno distrutto le Torri gemelle nel settembre 2001, passando attraverso la fondazione del wahhabismo nell'Arabia del XVIII secolo e il mancato riconoscimento dell'islam da parte dell'occidente. Ma lo scrittore, che ha al suo attivo una decina di opere tra poesie, saggi e romanzi, conduce ormai da molti anni una riflessione più ampia, su quella che lo definisce la sua “doppia genealogia fra oriente e occidente”, una ricerca che lo ha portato da un lato ad approfondire la conoscenza dei grandi testi della cultura sufi, dall'altro a individuare i nessi che collegano il grande poeta arabo Ibn Arabi con Dante Alighieri. Abbiamo incontrato Meddeb di passaggio nelle scorse settimane in Italia per alcuni incontri culturali: seduto in un angolo tranquillo di un caffè torinese, lo scrittore guarda i passanti attraverso la vetrina, ma getta spesso una rapida occhiata all'orologio. A nessun costo vuole mancare la visita rituale alla chiesa di San Lorenzo, la cui cupola gli ricorda quella della moschea di Cordova
Intervista di Lilia Zaouali – IL MANIFESTO – 05/02/2005 |
Angelo Panebianco ha interpretato molto bene l'opinione di chi
predilige, in materia di testamento biologico, la libertà di coscienza e respinge l'invasività dello stato nella vita privata dei cittadini, fino al punto di regolamentare anche gli ultimi esiti dell'esistenza con l'intervento della burocrazia.
Una forma d'intrusione che ci fa sentire schiavi senza speranza di un Moloch sado-masochista.
Il problema non si risolve con le stereotipate impostazioni ideologiche, che distinguono ossessivamente e grottescamente la destra e la sinistra.
Ricordo un appunto di Filippo Facci sul Giornale, in cui si dava conto della condizione estrema, di disperata desolazione, in cui versava la vita vegetale di Eluana, le ferite irreparabili sul suo viso, tormentato dall'accanimento delle macchine, per idratarla e nutrirla. Una feroce descrizione degl'insulti che, in diciassette anni d'immobile degenza, il suo corpo e la sua anima avevano subito ad opera dei terapeuti e dei custodi dello spirito, degl'interpreti ortodossi della religione cristiana.
Il silenzio si addice al dolore, e la pietà è l'unico sentimento che dovrebbe pervadere vicende di questo genere, dove la politica non dovrebbe mai entrare, se non per dettare regole di larga condivisione, nel rispetto della libertà e della dignità della persona.
Ora, quel che meraviglia è che questi principi, ad onta delle dichiarazioni ufficiali, stiano per essere stravolti, nell'attuale discussione del disegno di legge sul testamento biologico, che stride orrendamente con l'art. 32 della Costituzione e con i più elementari principi liberali.
Ritengo che il dissenso espresso dall'onorevole Benedetto Della Vedova, all'interno della maggioranza, sia il sintomo di un disagio molto diffuso nel paese e che l'attuale governo debba tenerne conto, per evitare frammentazioni nel suo seno e tra l'elettorato, lasciando da parte calcoli politici non propriamente encomiabili.
Si limiti a candidare Clemente Mastella al parlamento europeo, ma lasci fuori della porta temi troppo importanti come la sacralità della vita, che non appartengono, in via esclusiva, ad alcuno schieramento.
Tenga piuttosto a mente che un pontefice illustre, come Paolo VI, aveva già definito i limiti d'intervento del medico e della medicina, indicando la soglia invalicabile in "una vita in condizioni di essere umanamente e compiutamente vissuta".

Forse avete già letto qualcosa di Simone Weil. Se non l'avete fatto, ve ne consiglio la lettura. Adelphi offre un catalogo completo delle sue opere, che in rapporto alla sua breve vita sono un vero e proprio prodigio del suo genio. A me piace soprattutto ricordare "La Grecia e le intuizioni precristiane" e "L'amore di Dio"con un'introduzione di Augusto del Noce su "S. Weil testimone del nostro tempo".
Se penso alle tante "femmes savantes"del nostro tempo, non posso fare a meno di notare la differente statura intellettuale e culturale di questa giovane donna, febbricitante di passione per la mistica e per le fonti della civiltà occidentale, scomparsa prematuramente, ma stella splendente per l'eternità, nel cielo dei talenti di primaria grandezza.
Nelle sue "Lezioni di filosofia", che sto leggendo, ci sono indicazioni succinte, ma acute, sui concetti fondamentali e sulle conquiste del pensiero da parte dei grandi pensatori dell'umanità ascritti all' Occidente.
Molto perspicue le considerazioni sulla conoscenza di sé, attorno a cui, fin dai tempi di Socrate, ognuno di noi s'interroga.
E' semplicemente strabiliante come quest'autrice riesca cogliere l'essenza delle cose, attraverso una logica stringente ed una profonda analisi dell'anima del mondo, con un excursus affascinante e coinvolgente.
Buona lettura a chi voglia approfondire la sua scienza.
All'indomani del capodanno, è facile constatare come si sia allineati alla tradizione italica in quanto a numero di virttime dei botti: quattrocento feriti ed un morto sono il risultato della guerra di fine anno.
All'indomani del capodanno, è facile constatare come si sia allineati alla tradizione italica in quanto a numero di virttime dei botti: quattrocento feriti ed un morto sono il risultato della guerra di fine anno.
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Nome: Piero Sampiero
Sono un uomo dai molteplici interessi, in perenne ricerca di se stesso.
Amo la vita contemplativa, ma anche le attività connesse alla conoscenza più ampia del mondo.
La curiosità innata mi ha portato a svolgere diverse professioni, per dedicarmi ora ad un lavoro intellettualmente libero.
Arte, letteratura, scienza, filosofia costituiscono i miei centri d'interesse privilegiati.
L'educazione classicista e lo studio del diritto, nonché svariate incursioni nelle discipline orientali, pur condotte con spirito autodidatta, hanno influito sulla mia formazione.
Anche la politica ha svolto un ruolo in passato. Non quella dei partiti, ma quella imperniata sulle grandi scelte comunitarie e personali.
Ho tuttora interesse per il pensiero non dogmatico e per tutte le correnti libertarie, che prediligono la persona e i diritti naturali.
Sono appassionato di etologia e di ambiente, ma diffido anche in questo campo dei fondamentalisti e dei fanatici.
"La storia della fatica" libro scritto dal grande economista Sergio Ricossa, mi ha insegnato quanto le comodità attuali siano frutto di grandi sacrifici e di lotte drammatiche, per superare le difficoltà del mondo naturale, le sue insidie, le grandi asperità e gli ostacoli allo sviluppo.
Sono quindi convinto che il progresso economico possa essere governato a favore di un'ecologia armoniosa, senza utopie mentre la convivenza tra gli uomini tanto è maggiore ed utile alla società, quanto più improntata a criteri di ordine morale, fondati su una visione, religiosa o laica, moderata da un sano pragmatismo e dal senso della realtà.
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